Assetto proprietario

Ternai S.p.A. è quotata sulla Borsa Italiana dal giugno 2004. A marzo 2011, il Capitale Sociale ammonta a 442.945.054 euro ed è rappresentato da 2.009.491.000 azioni ordinarie del valore nominale di 0,22 euro.

L’azionariato di Terna, alla stessa data, vede come azionista di maggioranza relativa Cassa Depositi e Prestiti (società per azioni partecipata al 70% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze), che detiene il 29,86% del pacchetto azionario.

Il 67% del capitale sociale è in mani italiane mentre il 33% è detenuto da fondi esteri.

Dopo Cassa Depositi e Prestiti, i maggiori azionisti sono:

  • Enel S.p.A., che detiene il 5,1% del capitale sociale;
  • Romano Minozzi, in possesso del 4,4% del capitale sociale;
  • Pictet Funds Europe S.A., in possesso del 2,8% del capitale sociale;
  • Blackrock Inc., con una quota del 2,2% del capitale sociale;
  • Assicurazioni Generali, in possesso del 2,0% del capitale sociale.

Azionariato Terna

Nessun altro soggetto risulta partecipare al capitale sociale di Terna in misura superiore al 2%, né si ha conoscenza dell’esistenza di patti parasociali aventi come oggetto le sue azioni. Il 19 aprile 2007 Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ha accertato l’esistenza di una situazione di controllo di fatto nei confronti di Terna S.p.A.

A marzo 2011 la quota del capitale sociale detenuta da investitori attenti a tematiche etiche (Socially Responsible Investors – SRI) è del 14%.

Lo Statuto di Terna, riprendendo specifiche norme relative alla partecipazione dello Stato in imprese interessate da processi di liberalizzazione e stabilisce alcuni limiti ai diritti di partecipazione azionaria e di voto. Come nel caso di altre società interessate dal processo di liberalizzazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in accordo con il Ministero dello Sviluppoi Economico, ha il diritto di opporsi all’acquisizione – da parte di soggetti che non siano sotto il controllo pubblico – di quote azionarie che eccedano il 5%. Inoltre, al fine di salvaguardare l’indipendenza e l’imparzialità di Terna, nessun operatore del settore elettrico può esercitare diritti di voto nella nomina del Consiglio di Amministrazione per una quota superiore al 5% del capitale azionario.