Linee e avifauna

La presenza delle linee ha effetti potenzialmente negativi sull’avifauna.
Mentre il rischio di elettrocuzione caratterizza le linee a bassa e media tensione, le linee ad alta tensione di Ternai possono essere pericolose in particolare per il rischio di collisione. Ed è per questo che, in tratti di linea caratterizzati da frequente transito di uccelli, sono stati installati particolari dispositivi chiamati “dissuasori” che, con l’ingombro e il rumore generato quando investiti dal vento, rendono le linee elettriche più facilmente percettibili dagli uccelli in volo. 

DISSUASORI PER L'AVIFAUNA PRESENTI SULLA RTN

  2010 2009
    N° di linee interessate 37 30
    Km di linee interessate 159 146
   N° totale dei dissuasori 8917 8845

Nel 2008 Terna ha siglato con LIPU (partner italiano di Birdlife International) un accordo per uno studio scientifico sull’interazione tra le linee ad alta tensione e gli uccelli
Il progetto ha rappresentato un’importante opportunità per studiare, per la prima volta in modo sistematico e su ampia scala nazionale, le reali interazioni dell’avifauna con le linee elettriche ad alta e altissima tensione della rete elettrica di trasmissione nazionale (RTN). Gli unici studi disponibili erano infatti relativi al fenomeno dell’elettrocuzione, cioè della morte per folgorazione degli uccelli che toccano contemporaneamente con le ali due conduttori, tipico delle reti a bassa e media tensione.

Terna è anche impegnata da tempo nella sperimentazione di usi alternativi delle linee elettriche a vantaggio della biodiversità. Tra questi si rileva, in particolare, il posizionamento sui tralicci di cassette per la nidificazione dei rapaci.

Nel 2010 Terna ha mantenuto il supporto all’iniziativa “nidi sui tralicci” in collaborazione con l’associazione ornitologica Ornis Italica, che nel corso degli ultimi anni ha consentito l’installazione di oltre 550 cassette adatte alla nidificazione dell’avifauna (oltre 300 cassette nido nel Lazio, oltre 120 in Emilia Romagna, 80 in Lombardia, 30 in Puglia e 14 in Umbria). Il costante monitoraggio delle cassette da parte di un gruppo di ricercatori ha consentito di raccogliere numerosi dati biologici ed etologici e di riscontrare un effetto positivo in termini di biodiversità. Tra le principali specie che hanno occupato le cassette nido si segnalano i gheppi, una specie di falchi di piccole dimensioni che si sono adattati a vivere in ambienti antropizzati, i falchi pellegrini, gli assioli e le ghiandaie marine.
Anche nella stagione riproduttiva 2010 è stato condotto il monitoraggio delle cassette montate sui tralicci per la raccolta dei dati riproduttivi. I nidi sono stati ispezionati a partire da metà marzo per poterne accertare l’occupazione, determinare la dimensione della covata, la data di deposizione e valutare il successo riproduttivo. Il monitoraggio dei nidi installati ha consentito di inanellare 25 gheppi poco prima del volo nella provincia di Roma e oltre 100 nuovi nati nella provincia di Parma. In tutto si sono involati circa 200 pulli dai nidi collocati sui tralicci di Terna.

Nella primavera 2010 sono stati installati 6 nidi di gheppio nell’area di Perugia e 87 nidi predisposti per accogliere falchi cuculo e ghiandaie marine nel ferrarese e nel parmense.
Nel 2010 Terna ha continuato a sponsorizzare il progetto “birdcam” in collaborazione con Ornis Italica, che prevede l’installazione di telecamere sui nidi artificiali per seguire on-line, sul sito www.birdcam.ite sul sito di Terna, il periodo riproduttivo dei volatili. Il collegamento attraverso le webcam consente, tra l’altro, l’osservazione scientifica del comportamento animale anche a ricercatori che operano in remoto. Le attività della stagione 2010 sono iniziate a gennaio con l’accensione delle telecamere, nel nido di Aria e Vento, la coppia di falchi pellegrini che nidifica sull’edificio dell’Università di Roma La Sapienza.