Altri effetti economici

Altri effetti economiciL’impatto economico di Ternai non si esaurisce con la produzione e distribuzione di valore aggiunto. Vanno considerate anche, in primo luogo, le ricadute economiche del servizio elettrico: l’attività di Terna assicura nel tempo un servizio di interesse generale, contribuendo alla crescita economica del Paese.

Di particolare rilievo è l’attività di sviluppo della rete elettrica. Lo sviluppo dell’interconnessione fra reti di paesi confinanti rende possibile l’importazione di energia elettrica a prezzi maggiormente competitivi rispetto alla produzione nazionale, consente di disporre di una riserva di potenza aggiuntiva e garantisce maggiore concorrenza sui mercati dell’energia. La riduzione delle congestioni di rete migliora lo sfruttamento delle risorse di generazione ai fini della copertura del fabbisogno e rende possibile l’impiego di degli impianti più competitivi, con impatti positivi sulla concorrenza nel segmento della generazione e sui prezzi finali.

In accordo con il quadro normativo e regolatorio, tutti gli interventi di investimento nello sviluppo della rete da parte di Terna sono verificati dal punto di vista tecnico-economico confrontando i costi stimati di realizzazione dell’intervento con i relativi benefici in termini di riduzione degli oneri complessivi di sistema, al fine di massimizzare il rapporto costi/benefici. Di conseguenza, ogni euro di investimento realizzato da Terna genera nella media un multiplo di risparmi per gli utenti della rete, che si riflettono in ultima istanza sul consumatore finale. È pertanto significativo che gli investimenti realizzati da Terna abbiano segnato negli ultimi anni una costante crescita.

INVESTIMENTI REALIZZATI - ITALIA 

  2010 2009 2008 2007 2006 2005
Milioni di euro 1161,7 900,4 764,9 606,0 345,5 263,5
Nel 2010 il dato in tabella si riferisce solo agli investimenti core del Gruppo Terna; sono esclusi gli investimenti nel fotovoltaico dell’esercizio 2010, pari a 354 milioni di euro.

Nella determinazione dei possibili interventi di sviluppo – come sancito dalla Direttiva del 21 gennaio 2000 del Ministero per lo Sviluppoi Economico – viene inoltre posta la massima attenzione alle esigenze di miglioramento del servizio nel Mezzogiorno e nelle altre zone in cui il sistema di trasporto dell’energia elettrica è caratterizzato da minore efficienza in termini di continuità e affidabilità, anche in quanto in tali aree il rinforzo della rete elettrica di trasmissione può risultare determinante per lo sviluppo del tessuto socio-economico.

Nel 2010 i contributi in conto impianti dalla Pubblica Amministrazione – portati a diretta riduzione del valore degli impianti – sono stati pari a 3.652.564,86 euro (5.843.139,83 euro nel 2009)

Un secondo aspetto da considerare è la creazione di occupazione e la spesa per acquisti. Terna impiega 3468 dipendenti (dati al 31 dicembre 2010) di cui circa 930 dislocati a Roma, presso la sede centrale, il centro nazionale di controllo (CNC) della rete di trasmissione e l’Area Operativa di Trasmissionei (AOT) di Roma. Il resto dei dipendenti (circa 2500) è distribuito uniformemente su tutto il territorio italiano, presso le altre 7 Aree Operative Territoriali (AOT).

Per la realizzazione delle attività di costruzione e manutenzione delle linee elettriche, nel 2010 Terna ha determinato indirettamente l’impiego di manodopera da parte di ditte appaltatrici e subappaltatrici per un totale equivalente a 1.973 dipendenti a tempo pieno.

Nel 2010 il valore economico degli acquisti per servizi, forniture e lavori è stato superiore a 1,3 miliardi di euro. Gran parte degli acquisti risulta effettuata presso fornitori nazionali, sebbene la quota di fornitori stranieri sia in crescita.

Terna S.p.A. effettua la maggior parte degli acquisti con riferimento a comparti d’imprese qualificate ai sensi delle direttive comunitarie o a specifici bandi di gara, anch’essi con valenza comunitaria. Le imprese nazionali sono quelle che, con larga prevalenza, si candidano e si qualificano in tali ambiti. Occorre comunque rilevare che una quota significativa dell’importo per gli acquisti locali è in realtà riferito alle società con sede in Italia di gruppi industriali di rilevanza internazionale, quali ABB, Siemens e Prysmian, prevalenti a livello mondiale negli specifici mercati di riferimento.

La quota percentuale di spesa sul totale degli acquisti effettuati nel periodo 2008-2010 è riportata in tabella:

  2010 2009 2008
Fornitori locali 78% 82% 80%
Fornitori esteri 3% 1% 1%
Altri fornitori (1) 18% 17% 19%
1) Associazioni temporanee di imprese composte da fornitori italiani ed esteri.

Escludendo gli acquisti relativi alle attività non tradizionali   la quota dei fornitori locali risulta più bassa (72%) a vantaggio dei fornitori esteri (4%) e delle associazioni temporanee di imprese composte da fornitori italiani ed esteri (24%).

Nel 2010, come negli anni precedenti, altri impatti economici sono legati alle risorse destinate da Terna al sostegno di iniziative di solidarietà e nel campo artistico e culturale.