La sicurezza del sistema elettrico

Nuovo Display CNCGarantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale e contribuire alla sicurezza dei paesi a cui l’Italia è interconnessa è un compito delicato che Ternai mette in atto attraverso una serie di azioni governate da una rigorosa valutazione dei rischi operativi. L’obiettivo è di mantenere entro limiti prefissati la probabilità di interruzione del servizio e contenere al massimo le conseguenze negative dei disservizi qualora si verifichino.

Per sostenere livelli di sicurezza elevati, Terna deve mantenere una posizione di eccellenza in tutte le fasi delle sue attività, dallo sviluppo e realizzazione delle infrastrutture, alla manutenzione degli impianti e all’esercizio in tempo reale. Il riferimento per i criteri da adottare è alle best practice europee nel campo della gestione dei sistemi elettrici interconnessi. Tali pratiche sono il frutto della cooperazione, in atto da tempo, nell’ambito delle organizzazioni internazionali a cui Terna partecipa in qualità di Transmissioni System Operator (TSO). In particolare è nell’ ENTSO-E , l’organizzazione più significativa nata nel 2009 in sostituzione delle  associazioni internazionali ATSOI, BALTSO, NORDEL, UCTE, UKTSOA ed ETSO, che i TSO collaborano nella stesura di Relazioni sulla sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico europeo, di Codici di rete internazionali e di un Piano decennale di sviluppo della rete elettrica europea.

Prevenire e contenere il rischio in esercizio significa per Terna sorvegliare e proteggere l’integrità fisica degli impianti, predisporre piani di difesa che limitano possibili disservizi, effettuare una programmazione preventiva dell’esercizio e del   controllo in tempo reale, formare propri operatori, ricorrendo a moderni mezzi di simulazione che riproducono il comportamento del sistema come osservabile dalle sale controllo.

L’impegno al miglioramento continuo trova espressione nella realizzazione del Piano di Sicurezza del Sistema elettrico, preparato da Terna e approvato dal Ministero dello Sviluppoi Economico. Il Piano viene redatto ogni anno e ha un orizzonte triennale. Nelle varie edizioni del Piano, dopo la prima introduzione nel 2003, l’approccio alla sicurezza del sistema elettrico è diventato sempre più articolato.

Se inizialmente l’esigenza primaria era potenziare le misure anti black out, negli anni successivi è stata prestata attenzione anche ad aspetti infrastrutturali quali il rafforzamento delle strutture di disaster recovery e la sicurezza fisica degli impianti, e si sono introdotti concetti di controllo in linea con le moderne teorie sulle smart grid.

In parallelo è crescente l’importo degli investimenti del Piano, passati da 10 milioni di euro nel 2004 a 96 milioni nel 2010.

Nel 2010 sono proseguiti miglioramenti:

  • nella riduzione del rischio di mancate alimentazioni, grazie a una pianificazione integrata delle manutenzioni;
  • nelle applicazioni di strumenti per l’approvvigionamento ottimo delle risorse per il servizio di dispacciamento e per il controllo delle congestioni su base nodale (strumenti di tipo Optimal Power Flow);
  • nell’introduzione di processi e strumenti di tipo Advance Dispatchingi a supporto della gestione in tempo reale del sistema;
  • nelle attività di regolamentazione, controllo e monitoraggio della produzione da impianti da fonti rinnovabili;
  • nel controllo automatico correttivo delle più frequenti congestioni del Sistema elettrico;
  • nella progettazione del nuovo Sistema di controllo;
  • nella progressiva estensione della rete antintrusione e video sorveglianza delle stazioni elettriche;
  • nel potenziamento del sistema di difesa con le strutture di telecontrollo dei distributori che rende flessibile il controllo continuo del carico disponibile al distacco in casi di emergenza.


La settima edizione del Piano di Sicurezza per gli anni 2010-2013, prevede investimenti per 212 Milioni di euro.