Controversie e contenzioso

Opposizione alla realizzazione di nuove linee

I progetti di realizzazione di nuove infrastrutture comportano spesso reazioni avverse riconducibili alla sindrome Nimby (Not in my backyard). In questi casi l’attitudine di Ternai è quella della disponibilità a studiare e trovare soluzioni alternative, anche tecnicamente più complesse di quelle originariamente definite, purché compatibili con le esigenze di sicurezza, efficienza ed economicità del servizio elettrico.

La ricerca di soluzioni condivise implica difficili mediazioni e tempi lunghi. Gli esiti sono normalmente positivi, ma durante il percorso possono persistere opposizioni locali che ricevono l’attenzione dei media. Tra queste, nel corso del 2010 e dei primi mesi del 2011 si segnalano:

  • Caso “Dolo-Camin”: la linea è stata autorizzata ad aprile 2011 da parte del Ministero per lo Sviluppoi Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente (MATT). Il 2010 è stato caratterizzato dall’opposizione al progetto di un Comune in provincia di Padova più altri Comuni della Riviera del Brenta, che chiedono l’interramento del tratto di linea che interessa i rispettivi territori. Vi è stata forte contestazione anche da parte del Cat (Comitato ambiente e territorio) a supporto del progetto interrato dell’elettrodotto. Attualmente sono tre i ricorsi al TAR.
  • Caso “Trasversale Veneto”: la linea è in concertazione. Molteplici le criticità con le comunità locali. Gli Enti locali coinvolti (Province di Treviso e di Venezia) sono favorevoli all’opera. I Comitati chiedono l’interramento totale di tutto l’elettrodotto (circa 33 km a 380 kVi).
  • Caso “Redipuglia-Udine Ovest”: in autorizzazione da dicembre 2008. Il 24 luglio 2009 è stato effettuato il sopralluogo con la commissione tecnica VIA nazionale. A breve è prevista da parte del MiBAC la sottoscrizione del decreto di compatibilità. Nel corso del 2009 e per tutto il 2010 è divampata la polemica, contro il progetto che prevede la realizzazione dell’opera in linea aerea. La scorsa estate le polemiche si sono indirizzate anche nei confronti della campagna di informazione e sensibilizzazione lanciata da Terna in Friuli e rivolta ai cittadini dei territori interessati dal progetto dell’elettrodotto.
  • Caso “Sorgente-Rizziconi”: l’opera è in realizzazione. Dopo l’emanazione l’8 luglio 2010 del Decreto di autorizzazione da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico, si sono sviluppate azioni di protesta da parte dei cittadini del Comune di Serro che richiedono lo spostamento o l’interramento di uno dei tralicci della tratta aerea “Sorgente-Villafranca” che insiste nel territorio di Serro. Questo nonostante il tracciato dell’opera sia il frutto di oltre 2 anni di approfondimenti tecnico-ambientali che hanno portato, d’intesa con la Regione Sicilia, la Provincia di Messina, il comune di Villafranca e gli altri 12 comuni del messinese interessati, alla definizione di una soluzione di tracciato aereo che coniugasse nel migliore dei modi le esigenze di tutela ambientale, sociale e sanitaria, nel pieno rispetto dei limiti previsti dalla legge. Il tracciato è il risultato di un lungo percorso di concertazione e dialogo con il territorio iniziato nel 2004.

A novembre 2010 il Comune di Serro ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio per annullare l’autorizzazione unica rilasciata dal MiSE.

  • Caso “Italia-Montenegro”: l’iter autorizzativo dell’opera è stato avviato a dicembre 2009 ed è tuttora in corso; il 26 novembre 2010 si è svolta a Roma la Conferenza dei Servizi – con più di 20 soggetti tra Ministeri, amministrazioni varie e istituzioni locali – che ha espresso parere favorevole con voto unanime. A partire da marzo 2010 si sono sviluppate a Pescara polemiche contro il tracciato del cavo. Terna, in linea con la prassi adottata di discutere sin dalle prime fasi il tracciato delle sue opere con il territorio e le comunità coinvolte, ha modificato il percorso per andare incontro alle esigenze del comune di Pescara. Terna ha inoltre riconosciuto compensazioni per 5 milioni di euro a Pescara e per 7 milioni di euro a Cepagatti; si tratta di compensazioni – frutto di un lungo confronto con le stesse amministrazioni, al termine del quale è stato sottoscritto un apposito protocollo – che non hanno nulla a che vedere con quelle previste dalla Legge 239/04 per gli impianti di produzione di energia elettrica. Ciononostante persistono svariate polemiche locali di tipo politico.

Istruttorie dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

Si segnalano di seguito due istruttorie con potenziale interessamento di Terna: 

Disservizi in Sicilia del giugno 2007

Risulta ad oggi ancora pendente l’istruttoria conoscitiva sui disservizi verificatisi in Sicilia nei giorni 25 e 26 giugno 2007, avviata dall’Autorità con la Delibera n. 155/2007. In particolare il 26 giugno 2007 Terna ha attivato in Sicilia misure anti-black-out per evitare la perdita di controllo del sistema e scongiurare situazioni più critiche; i distributori di energia elettrica hanno così attuato distacchi programmati a rotazione sull’utenza diffusa. La misura si è resa necessaria a causa di una serie di fattori concomitanti: consumi molto elevati, incendi diffusi che hanno comportato il fuori servizio di alcune linee per consentire le operazioni di spegnimento, guasti e avarie.  


Istruttoria sull’energia non attribuita

Con la Deliberazione VIS 16/11 del 7 febbraio 2011, l’AEEG ha irrogato a Terna una sanzione amministrativa pecuniaria di 420.000 euro, a conclusione dell’istruttoria (VIS 171/09) avviata nel 2009 sul tema dell’energia non attribuita. L’istruttoria seguiva la conclusione dell’indagine conoscitiva, avviata nel 2007, in merito alle anomalie riscontrate nella determinazione delle partite di energia elettrica prelevate dalla rete e non correttamente attribuite agli utenti del dispacciamento. Con l’irrogazione della sanzione l’AEEG ha censurato la condotta di Terna per mancanza di diligenza nello svolgimento di alcune attività dei servizi di trasmissione e dispacciamento di sua responsabilità. L’AEEG ha anche dato atto del comportamento proattivo di Terna nel mitigare gli effetti negativi di comportamenti non corretti da parte di altri operatori del servizio elettrico, tenendone conto nella quantificazione della sanzione.  

Contenzioso in materia ambientale

Il contenzioso in materia ambientale trae origine dall’installazione e dall’esercizio degli impianti elettrici e, prevalentemente, riguarda i danni che potrebbero derivare dall’esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti. La Capogruppo e la controllata TELAT sono infatti convenute in diversi giudizi, civili e amministrativi, nei quali vengono richiesti lo spostamento o la modifica delle modalità di esercizio di linee elettriche sulla base della presunta dannosità delle stesse, anche se installate nel pieno rispetto della normativa vigente in materia (Legge n. 36 del 22.2.2001 e D.P.C.M. 8.7.2003). Soltanto in un numero molto limitato di casi sono state avanzate richieste di risarcimento dei danni alla salute per effetto dei campi elettromagnetici.

Sotto il profilo delle decisioni intervenute in materia, si evidenzia che solo in sporadici contenziosi sono state emanate pronunce sfavorevoli alla Capogruppo, peraltro impugnate, i cui relativi giudizi sono allo stato ancora pendenti ed eventuali esiti negativi sono ritenuti non probabili.

Contenzioso relativo alle attività affidate in concessione

La Capogruppo, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento, dal 1° novembre 2005 è stata convenuta in alcuni giudizi a carattere per lo più impugnatorio di provvedimenti dell’AEEG e/o del Ministero per lo Sviluppo Economico e/o della stessa Terna e relativi a tali attività. Solo nei casi in cui i ricorrenti lamentano, oltre che vizi propri dei provvedimenti impugnati, anche la presunta violazione da parte di Terna delle regole dettate dalle predette autorità, la Società si è costituita in giudizio. Nell’ambito di tale contenzioso, ancorché alcuni giudizi si siano conclusi in primo e/o in secondo grado con l’annullamento delle delibere dell’AEEG e dei consequenziali provvedimenti di Terna, si possono ritenere come non probabili eventuali esiti negativi per la Società stessa, trattandosi normalmente per la stessa di partite passanti, come peraltro si ricava dalle informazioni fornite dai legali esterni che assistono la Società nel giudizio. La Società, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento, in applicazione di delibere dell’Autorità, adotta atti e provvedimenti che talora sono oggetto di impugnazione, anche se i relativi oneri economici, in presenza di determinati presupposti, possono essere riconosciuti da parte dell’Autorità di settore.

Altri contenziosi

Sono pendenti inoltre alcune vertenze in materia urbanistica e ambientale, connesse con la costruzione e l’esercizio di alcune linee di trasmissione, il cui esito sfavorevole potrebbe generare effetti peraltro non prevedibili e quindi non compresi in sede di determinazione del “Fondo contenzioso e rischi diversi”.

Per un numero limitato di giudizi non si possono, ad oggi, escludere, in via assoluta, esiti sfavorevoli le cui conseguenze potrebbero consistere, oltre che nell’eventuale risarcimento dei danni, nel sostenimento, tra l’altro, di oneri connessi alle modifiche delle linee e alla temporanea indisponibilità delle linee stesse. In ogni caso, l’eventuale esito sfavorevole non comprometterebbe l’esercizio delle linee.

L’esame dei sopra citati contenziosi, tenuto anche conto delle indicazioni dei legali esterni, fa ritenere come remoti eventuali esiti negativi.